Spiagge libere a pagamento?

Spiagge libere a pagamento?

Nell’ultimo consiglio comunale l’amministrazione ha proposto delle modifiche al regolamento comunale sull’utilizzazione del litorale demaniale marittimo.

In estrema sintesi, le modifiche proposte riguardano la definizione delle regole per l’accesso degli animali da affezione in spiaggia e la possibilità per l’ente di gestire direttamente alcuni tratti di spiaggia attraverso il modello delle cosiddette “spiagge libere attrezzate”, demandando alla Giunta Comunale l’individuazione delle aree da destinare a queste finalità.

Le proposte dell’amministrazione non possono essere condivise in quanto non affrontano il problema generale dell’assegnazione degli spazi in concessione e aggiungono ulteriori limitazioni nell’accesso alle spiagge libere. Serve un piano generale che affronti tutti gli aspetti e le problematiche connesse alla spiaggia in maniera organica.

Il tema della spiaggia è di particolare interesse per i cittadini di Ascea e, oltre ad affermare le proprie posizioni, è necessario dare un contributo di metodo e di merito per stimolare una discussione che porti a scelte diverse e più efficaci.

Innanzitutto riteniamo che le regole per l’utilizzo della spiaggia e l’individuazione delle aree da destinare alle diverse attività debbano seguire una logica di insieme e siano di competenza del Consiglio Comunale. E’ necessario provvedere all’approvazione di un Piano Attuativo di Utilizzazione delle Aree del Demanio marittimo (c.d. piano spiaggia) così come previsto dalle norme regionali.

Infatti, in data 30/12/2019 la Regione Campania ha approvato, con delibera di Giunta Regionale n. 682, il Preliminare del Piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo (PUAD) con finalità turistico-ricreative. Il PUAD disciplina l’utilizzazione delle aree del demanio marittimo con finalità turistico-ricreative, in attuazione del Decreto Legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito in Legge 4 dicembre del 1993, n. 494. Nell’ambito di tale normativa i comuni devono redigere e approvare i PAD, Piani Attuativo di Utilizzazione delle Aree del Demanio marittimo, entro 240 giorni dall’entrata in vigore del PUAD, così come previsto dall’art. 7 della suddetta disciplina.

Questo piano deve definire con chiarezza:

  • Il rapporto tra spiagge libere e spiagge in concessione;
  • Quali e quante sono le aree indicate come spiagge libere;
  • Quali e quante sono le aree destinate agli stabilimenti balneari;
  • Quali e quante sono le aree destinate ai servizi accessori;
  • Quali e quante aree sono accessibili dai cani e dagli animali da affezione;
  • Quale è il modello di gestione intese per le spiagge libere attrezzate.

Volendo entrare nel merito delle modifiche proposte, la modifica all’art. 4 del regolamento definisce le regole per l’accesso e la permanenza sulla spiaggia ai cani e agli altri animali da affezione.

Condividiamo la volontà di permettere l’accesso alla spiaggia ai cani e agli animali da affezione, ma la scelta delle aree da destinare a tale funzione deve ricadere in un piano generale e non essere demandato alle scelte della Giunta Comunale. Riteniamo eccessivamente restrittivo il divieto generalizzato di bagno in mare per gli animali introdotto con la modifica proposta. Dovrebbe essere quantomeno consentito nelle aree individuate come spiagge per gli animali. In questo modo si vieta di fatto l’accesso degli animali sulle spiagge libere non espressamente individuate come spiagge per animali. Riteniamo, invece, possa avere senso introdurre una fascia oraria che permetta il libero accesso degli animali a tutte le spiagge libere, ad esempio dalle 06:00 alle 08:00 e dalle 19:00 alle 21:00.

L’art. 5 del regolamento introduce il concetto di spiaggia libera attrezzata. Nella proposta il Comune si riserva la possibilità di individuare dei tratti di spiaggia, soprattutto in aree ad alto pregio naturalistico ed ambientale, da attrezzare e gestire direttamente o con affidamento a terzi prevedendo tariffe orarie, giornaliere e abbonamenti.

Il modello proposto crea confusione e si sovrappone al modello delle concessioni demaniali esistenti. La spiaggia libera attrezzata deve essere comunque caratterizzata da accesso libero e gratuito e non può essere consentita la stipula di abbonamenti né altri tipi di prenotazione dei servizi o delle attrezzature così come previsto dall’amministrazione, ma solo tariffe orarie e giornaliere. Il costo può essere eventualmente imputato solo per il servizio di noleggio delle attrezzature sulla spiaggia libera disponibile in quel momento. Non si capisce, inoltre, quale dovrebbe essere la differenza tra le concessioni tradizionali e l’eventuale spiaggia libera attrezzata data in affidamento a terzi. E così facendo si riducono ancora di più le spiagge libere rimaste.

Il riferimento alle aree ad alto pregio naturalistico fa intendere che l’amministrazione intenda destinare a questa finalità l’area della Scogliera. Se l’idea è di rendere a pagamento l’accesso alla spiaggia della Scogliera, noi chiaramente non siamo d’accordo e ci opporremo in tutti i modi possibili. Se si tratta di attrezzare un’area limitata di spiaggia attualmente non interessata da altri servizi e distante da altre concessioni, allora si può ragionare.

Ma, al momento, non è dato sapere di quante e quali spiagge si stia parlando perché la proposta dell’amministrazione consiste nel demandare queste scelte alla Giunta Comunale.

Ed è proprio questo il punto fondamentale della discussione. Non è una questione di forma, ma  di sostanza. E’ necessario che sia il Consiglio Comunale e non la Giunta ad approvare un piano generale per l’utilizzo del demanio marittimo dopo un ampio confronto con i cittadini, gli operatori balneari, gli operatori turistici e tutti gli altri soggetti interessati, che bilanci le opportunità di impresa connesse alla spiaggia e il libero accesso alla stessa da parte dei cittadini e dei turisti.

La gestione clientelare delle concessioni demaniali marittime da parte della Giunta Comunale ha ridotto negli anni le spiagge libere disponibili e generato uno squilibrio nelle concessioni con conseguente sbilanciamento dell’offerta. Ci sono stabilimenti che hanno concessioni decennali di vecchia data a determinate condizioni, altre che hanno partecipato a bandi di assegnazione in epoche recenti e che pagano canoni di concessione più alti, altri che hanno avuto la spiaggia in affidamento diretto per tre anni attraverso i patti di collaborazione. A questi si dovrebbero aggiungere le spiagge libere attrezzate gestite direttamente dal Comune o affidate a terzi. Il tutto senza un piano organico, ma ogni volta sulla base delle decisioni del momento del Sindaco e degli assessori.

La situazione va uniformata, perché questo sbilanciamento si riflette sulla qualità dell’offerta e sui servizi. Un imprenditore che ha una concessione più lunga può programmare gli investimenti e alzare la qualità dell’offerta, sapendo di avere un tempo adeguato per rientrare dall’investimento. Concessioni date in altro modo rappresentano solo una forma di clientela.

Nello scorso mandato l’amministrazione ha affidato 5 tratti di spiaggia a privati tramite patti di collaborazione, senza pubblica gara. 3 di questi ricadono nell’area della Scogliera, l’area di maggiore pregio naturalistico. Il giudizio sulla validità e convenienza delle proposte è stato espresso, anche in quel caso, dalla Giunta Comunale e dal segretario comunale dell’epoca sulla base di valutazioni soggettive e senza le procedure richieste dagli appalti pubblici. Il regolamento dei patti di collaborazione, approvato sempre dalla stessa maggioranza, prevedeva che gli stessi potessero avere una durata di 3 anni, rinnovabili per un massimo di altri 3 anni. Le concessioni demaniali affidate tramite i patti di collaborazione sono state tutte rinnovate al termine dei 3 anni, guarda caso prima delle scorse elezioni. Ma adesso sono prossime alla scadenza definitiva.

L’amministrazione deve chiarire in che modo vuole gestire le concessioni demaniali marittime attualmente affidate a terzi tramite patti di collaborazione prima di ogni altra discussione sul piano spiaggia.

Le concessioni demaniali marittime devono essere assegnate mediante pubblica gara per assicurare pari possibilità di accesso a tutti i privati interessati, così come previsto dal Codice della Navigazione e dalla normativa vigente. La procedura di gara per la gestione a terzi di un tratto di arenile demaniale marittimo segue lo schema dell’appalto di servizi ed è soggetta al codice appalti. Il bando pubblico è la regola, non l’alternativa. Gli Enti possono affidare direttamente la gestione di alcuni tratti di spiaggia solo in via provvisoria. E 6 anni è un tempo decisamente lungo. E’ il momento di definire regole chiare e condivise che diano a tutti eguali possibilità di concorrere alla gestione di un bene limitato come la spiaggia, elevando lo standard dell’offerta turistica.

Noi ci siamo.

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